Emille Gallé - Biografia

Evoluzione di forme, colori e decori

nell'arte vetraria di Emille Gallé e

della sua manifattura

 

 

Emille Gallé, probabilmente il più grabde maestro dell'Art Nouveau, nasce a Nancy il 04-maggio-1886 da Charles Gallé e Fanny Reinemer. Dopo gli studi classici, si affianca al padre che dirige una azienda appartenuta al nonno materno, ora Veuve Reinemer et Gallé, che comprende la fabbrica di cercamiche Saint-Clément (nell'omonima cittadina) e la decorazione è il commercio di cristalli fatti soffiare a Saint-Denis e Pantin e soprattuto della vetreria dell'amico Mathieu Burgun la Burgun-Schverever & C di Meisenthal. L'ambiente familiare predispone il futuro del giovane Emille: appena diaciasettenne egli fornisce al padre i disegni, composizioni floreali e stemmi nobiliari, per gli ateliers di gobeleterie e ceramica. Intanto segue corsi di disegmo e botanica; il suo amore per la natura lo spige a raccogliere erbe e fiori nelle richhe foreste della Lorena e dei Vosgi, della Alsazia sino alle Alpi Savoiarde, Italiane e Svizzere. 

 

 

Durante il soggiorno di un anno nel 1875 a Weimar, importante centro culturale della Germania, studio il tedesco, la letteratura, le scienze e la mineralogia, approfonisce la conoscemza della musica è diventa un convinto Wagneriano.

Al ritorno, nel 1866, decide di lavorare a Meisenthal presso la Burgun-Screiver & C., dove resterà fino al 1868. Fa il suo apprendistato nel laboratorio di incisione diretto da Désiré Christian, suo coetaneo al quale si lega in amicizia. Lo delegherà in seguito ad essere il supervisore dei suoi progetti che commissiona alla vetrertia di Meisenthal secondo un segreto accordo durato dal 1855 al 1896. In seguito riprende la collaborazione con il padre, Emille, noto per le sue idee patriottiche parte volontario nella guerra Francio Prussiana del 1880; L'anno successivo, quando l'Alsazia è una parte della Lorena passano la germania, rimane isolato dagli amici di Meisenthal e va Parigi. Al museo del Louvre si appassiona ai vetri smaltati dell'Antica arte islamica e si mette a studiarne le tecniche. Sempre durante il suo soggiorno a Parigi, prende interesse alla prtoduzione vetraria di artisti contemporanei quali Joseph Brocard, auguste Jean e Eugène Rosseau; nel 1871 si sposta a Londra dove può ammirare al British Museum il famoso vetro di Portland, rendendosi coscente delle possibilità oferte da questa tecnica. Nel 1878, All'Esposizione Universale di Parigi vedrà le copie dello stesso vaso eseguite dagli inglesi John Northwood e joseph Locke, ne rimarrà nuovamente colpito e si deciderà ad iniziare gli stuidi che lo porteranno a specializzarsi in questa tecnica.

Gallè padre fa costruire a Nancy in una vasca proprietà i nuovi Ateliers e la nuova residenza per la famiglia chiamata La Garenne, circondata da quel famoso giardino botanio in cui il giovane Emillè trova la sua diretta fonte di ispirazione. Il trasferimento avviene 1873 : in questa casa nasceranno le 4 figlie di Emillè dopo il suo matrimonio nel 1875 con Henriette Grimm , figlia di un pastore protestante. Tra il gennaio 1877 e l'anno seguente, Charles Gallè si ritira gradualmente dagli affari e lascia il figlio Emillè la responsabilità dell'impresa.

è di questo periodo il viaggio di Emillè in Italia (deve essere arrivato fino a Roma); sappiamo dai suoi appunti, della sua emozione per la visita nel giardino botanico di Villa Troubetzkoi sul Lago Maggiore, dove è lo stesso ad accompagnarlo in quell'incantevole Eden indicandogli in lieta convcersazione i nomi delle innumerevoli piante qui coltivate. Sempre attento e appassionato ai problemi della sua terra, Gallè ha a cuore le sorti dell'Alsazia e della Lorea, per questo inzia nel 1877 a incorporare la croce di Lorena alla sua firma come sonseguenze della guerra Franco Prussiana.

Seguendo la tradizione familiare, si dedica personalmente alla ceramica fino al 1883-94: pezzi in ceramica tenera stannifera, più propriamente maioliche denominate in Francia Faiences (nome che deriva dalle maioliche italiane di Faenza. a seguito degli sviluppi del suo lavoro, nel 1885 fa costruire Nuovi Ateliers e un nuovo forno per facilitare la lavorazione della ceramica che faceva modellare a Saint-Clèment (dal 1864-85) e poi a Raon-l'Etape nei vosgi, oppure in collaborazione con la Faienceries di Chosi-le-Roi. lo stesso anno nei nuovi Ateliers  Gallè da avvio all'ebanisteria. in questa disciplina il nome del maestro si inserisce fra le grandi firme di fine secolo, quelle di Hector, Guimard (1867-1942) e degli amici e cittadini Louis Majorelle (1858-1926) e Eugène Vallin (1856-1922). Emille Gallè è giustamente considerato il maestro Verier più importante della storia del vetro. le tecniche applicate nei suoi Ateliers sono numerose e complesse. Nel primo perdio quello che va dal 1874 a 1884, detto trasparente, prevalgono soggetti ornamentali e storici dipinti a smalto. L'interesse per gli smalti arabi e persiani e all'origine dei suoi esperimenti; già prima del 1860 quando decora vetri per la ditta paterna. Incontra non poche difficoltà per le vetrificazioni, poiche nel fissare gli smalti nel forno, se la temperatura è troppo bassa gli smlati non aderiscono alla superfice del vetro, se è troppo alta il vetro fonde. gallè adatta smalti traslucidi a vetri precendetemente decorati con smalti duri e opachi, aggiungendo effetti luminosi simili alle vetrate. la smaltatura a volte ha per complemento la doratura: elaborati personaggi di ispirasione medioevale oppure temi naturalistici vengono lumeggiati ad oro. La smaltatura sarà usata in anni successuvu abbinata in certi casi ad altre tecniche. Del period "trasoarente" sono i pezzi Bleutes conosciuti come Claire de Lune, vetri tintati nella pasta vitrea con l'ossido di cobalto che sono il suo primo esperimento di trattamento con gli ossidi; questi oggetti esposti per la prima volta all'Esposizione Universale di Parigi del 1878, ottengono subito un gran successo grazie al suo ricettario di ossidi coloranti (ferro, manganese, rame, cromo) ottiene vetri con effetti di colori suoi propri; Eventuali difetti, inclusioni di bolle 'daria e zone dalla differenti dalle intensità di colore sono da lui abilmente sfruttati a livelli decorativi. Firma la produzione di questo periodo solitamente sotto la base del vaso con incisione alla punta o a smalto. Il più delle volte nero. 

A partire dal 1884 nascono i vetri detti "opachi" e si moltiplicano le tecniche craquellée, fumée, métallisée, oxidée. soufflée de bulles (spesso simulanti gocce d'acqua), mouchetés, marbrés (imitanti il marmo, l'agatae altre pietre dure), inclusioni di lamine di  metallo (oro, argento. platino). Vi è la prima verrerie parlante, il vaso contenitore per pennelli dal titolo La Ballade des dames du temps jadis (da un testo di François Villon), ora al Musèe de L'Ecole de Nancy.