I vetri delle manifatture Loetz

Loetz. "Hibou" (Gufo). Grande scultura in vetro iridescente "candia-papillon". 1904 H. 34,5 cm.

 

Johann Loetz (1778-1848) rileva la vetreria di Klostermühle (oggi Kastersky Mlyn) fondata da Johann Baptist Eisner von Eisenstein nel 1836. Dopo la sua morte la manifattura è diretta dalla moglie, Susanna Huskova (n. 1809), con l'iscrizione al registro del Commercio (Pretura di Pisek) sotto la denominazione Ditta Johann Loetz Witwe.

Nel 1879 è il nipote, il barone Max Ritter von Spaun a prendere le redini della vetreria; egli, modernizzandone i procedimenti, chiama alla direzione artistica il tecnico Eduard Prochaska, istancabile inventore di nuove tecniche e ottiene numerosi brevetti. Con la lavorazione di vetri imitanti le pietre semi-preziose, i marmorizzati e i venati, dà avvio ai decori detti Intarsia, fatti con inclusioni a caldo di serpentine o pastiglie di vetro colorato in un vetro chiaro, e Octopus, dalle differenti sfumature associate ai blu turchese, con ornamenti opalescenti ripresi ad oro.

 

Loetz. Vaso "Orchidee", decoro "cobalt-papillon". Piede in bronzo a patina dorata. 1908 H. 30 cm.

Verso il 1890 incomincia con le prime iridescenze di vetri con riflesso metallico, per giungere sul finire del secolo alla realizzazione del vetro Phänomen con applicazioni e inserti di filamento di vetro in parte metallizzati, simile al vetro di Tiffany e al famoso vetro Papillon, in numerose varianti e combinazioni di colori, caratterizzato da un decoro costituito da punti o placche iridescenti, evocanti l'aspetto delle ali di piccole farfalle. Nel decennio precedente il finire del secolo, esegue altri vetri battezzati Colombia, per l'immagine dedicata a Cristoforo Colombo, Pavonia un vetro ambrato, Alpenrot e Alpengrün vetri colorati chiari e luminosi, e ancora Rusticana e Pampas.

 

All'inizio del secolo crea Calliope, vetro iridescente blu-verde dal decoro a disegni floreali, Formosa, molto simile al Calliope ma dai motivi astratti, Creta, vetro iridescente con ornamenti in rilievo, Cytisus, vetro perlato con iridescenze dorate, Orpheo, vetro ambrato a iridescenza a lustro (tecnica che appartiene alla ceramica, ma che si presta anche al vetro), di particolare lucentezza e dagli straordinari riflessi cangianti, che più si avvicina al Favrile di Tiffany. Inoltre, la manifattura, verso il 1910, propone vetri a cammeo secondo il gusto francese, a due strati dai motivi floreali incisi ad acido.

Loetz. Vaso a decoro "Phanomen". 1900 H. 21,7 cm.

Nel 1908 Max Freiherr von Spaun Jr. (n. 1883) succede al padre nella direzione dell'impresa, che conta ora 200 lavoranti, e nell'anno seguente è chiamato alla direzione artistica Adolf Beckert (1884-1929) che resta, con proficua collaborazione, fino al 1911, quando è chiamato a insegnare alla prestigiosa Scuola d'Arte Vetraria di Steinschënau. Molti i creatori dei modelli e dei decori: la collaboratrice più importante è senz'altro la pittrice Maria Kirschner autrice, tra il 1898 e il 1914, di 270 modelli eseguiti in serie dalla manifattura; l'architetto Leopold Bauer (1872-1938) crea oltre 60 modelli che si distinguono per il pregio della purezza delle forme; Franz Hofstätter disegna quella serie di vasi che ottengono il Grand Prix a Parigi nel 1900.

 

Loetz. Vasetto a decoro irisé "Cobalt Papillon". 1900. H. 8,2 cm.

Lo stesso Adolf Beckert arricchisce la collezione con composizioni a tema vegetale per incisioni ad acido su vetro a più strati, con una originale concezione completamente differente dalla tradizionale tecnica di incisione ad acido, ottenendo, per ripetizione d'acidatura, rilievi molto elaborati. A cominciare dal 1900, per conto della Bakalowits & Söhne, si realizzano i progetti di Kolo Moser e dei suoi allievi Jutta Sika, Antonietta Krasnik e Robert Hollubetz. Non possono mancare nella collaborazione gli artisti della Wiener Werkstätte, i cui disegni la Loetz mette in produzione; tra questi Josef Hoffmann, Otto Prutscher, Michael Powolny, Dagobert Peche.

Nel 1911, nonostante il prezzo dei prodotti Loetz sia inferiore a quello di Tiffany, la crisi economica porta l'azienda al fallimento. Diventa ora una Società per Azioni e, ridimensionata, riprende nel 1913; soci continuano ad essere anche i von Spaun e la nuova denominazione sociale diventa Johann Lötz Witwe Gesellschaft m.b.H.

Loetz. Vaso inciso ad acido su fondo arancio. 1920 H. 16,5 cm.

La nuova gestione, oltre a sollecitare per i progetti gli artisti della Wiener Werkstätte, chiede la collaborazione dei disegnatori Carl Witzmann, Hans Bolek, Milla Weltmann, Arnold Nechansky, Cesar Poppovits.

Nel 1914 la Loetz impiega 150 dipendenti e la produzione riguarda vasi, ciotole, coppe, scatole, candelieri, lampadari, paralumi, piastrelle e servizi di bicchieri; riprendono le esportazioni nel mondo intero, compreso il Sud America e l'Australia. La manifattura presenta i suoi vetri in numerose mostre: tra le più importanti l'Esposizione Universale di Chicago del 1893, le Esposizioni Universali di Parigi del 1889 e del 1900, dove riceve il Grand Prix, l'Esposizione Internazionale di Arti Decorative Moderne di Torino del 1902, l'Esposizione Universale di Saint Louis del 1904; la sua ultima partecipazione ad una rassegna internazionale è del 1925 a Parigi, all'Exposition des Arts Decoratifs.

Loetz. Grande vaso, decoro Creta Papillon, montatura in metallo dorato. 1900, H. 48,5 cm.

 Purtroppo la grande maggioranza dei prodotti Loetz non porta la firma. Normalmente sono firmati certi pezzi destinati all'esportazione, quando la firma è richiesta dal committente. Solo i vetri a cammeo incisi ad acido sono tutti firmati. Un certo numero di pezzi di Maria Kirschner è monogrammato con le lettere M e H formanti un solo marchio, oppure con la sigla MKH; i vetri di Adolf Beckert portano la lettera A che sovrasta la B; a volte la firma è Loetz o L.O. Loetz oppure Loetz Austria, le ultime due denominazioni, sia in minuscolo che in maiuscolo; e ancora LOETZ WITWE AUSTRIA; Lötz, oppure Spaun o anche Austria. Si può trovare uno di questi ultimi tre nomi accompagnato da un marchio formato da un cerchio attraversato da due frecce incrociate con quattro stelle agli angoli. Altri vetri sono firmati MILLA WELTMANN LOETZ; il monogramma formato dalle lettere M e Kinserite una nell'altra è di Kolo Moser, a volte accompagnate da Loetz. A volte la firma è segnata sull'etichetta in carta, con l'aggiunta del numero di fabbricazione.

 

 Franco Borga - Novembre 2005

 

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