Le ceramiche Emile Gallé

Emile Gallé. Calamaio, decoro di fiori, volatili, farfalle e paesaggi, ripresi dalle incisioni di J. Callot. Epoca 1863-64, lungh. 30 cm, H. 21,4 cm

Il 4 maggio 1846 nasce a Nancy Emile Gallé, figlio di Charles (1818-1902) e di Fanny Reynemer (1825-1891). Il padre, già direttore della manifattura di ceramiche di Saint-Clément, anche se non ne divenne mai il proprietario, nel 1864 prende con sé come disegnatore e apprendista il figlio Emile, che impara così le nozioni essenziali del vasaio e del decoratore. Dopo gli studi letterari e botanici Emile segue anche dei corsi di disegno e viaggia per studio in Inghilterra, Germania e Italia. Successivamente lo troviamo presso la vetreria Burgun Schwerer a Meisenthal, come apprendista, allievo di Désiré Christian, dove inizierà una carriera unica e sorprendente. Dirigerà una sua grande manifattura, rinomata per la ceramica e l'ebanisteria, ma soprattutto per la vetreria, della quale è considerato il maestro più importante della storia del vetro.

Emile Gallé è anche il fondatore de "L'Ecole de Nancy" nel 1901, della quale divenne il presidente. Muore di leucemia il 23 settembre 1904.

La manifattura che riguarda la ceramica si arresta di lì a poco, mentre gli Etablissements Gallé, diretti prima dalla moglie Henriette Grimm e poi dal genero Paul Perdrizet, continuano l'attività fino al 1931, anno in cui si spengono i forni, mentre il magazzino protrae le vendite sino al 1935.

Emile Gallé. Centro tavola con delfini applicati con la tecnica barbotine. 1871 H. 9,3 cm, L. 30 cm

Luoghi di produzione

Solo una parte delle ceramiche firmate Gallé è stata eseguita a Nancy. Con l'annessione dell'Alsazia alla Germania nel 1871 Gallé installa un suo primo atelier di fabbricazione in prossimità della Garenne, sua splendida dimora nei sobborghi di Nancy.

Nel 1874 il padre conserva per sé la direzione commerciale e affida al figlio la direzione artistica della Saint-Clement, mettendogli a disposizione materiali e personale, dove si continua a fabbricare sino al 1878; in seguito a causa di dissapori con i proprietari l'artista ritira i suoi modelli e stipula un nuovo contratto di produzione delle sue ceramiche con la manifattura di Raon-L'Etape, situata nei Vosgi sin dal XVIII secolo.

A Gallé vengono forniti pezzi finiti, ma soprattutto pezzi bianchi che vengono poi decorati a Nancy. Nel 1884 egli amplia alla Garenne il laboratorio di decorazione e fa costruire nuovi forni, assumendo altro personale.

 

Emile Gallé, Coppia di cigni in amore. 1880 H. 8 cm L. 17.8 cm

L'affermazione di uno stile

Nell'evoluzione della ceramica Gallé va citato un valido e fedele collaboratore, Victor Prouvé (Nancy 1858-1943), figlio di Gengoult, quest'ultimo già collaboratore di Gallé padre.

Il giovanissimo Prouvé, che a 13 armi comincia a lavorare con il maestro disegnando i decori, studia pittura alla scuola serale e in seguito, alla morte di Gallé, sarà eletto presidente de "L'Ecole de Nancy". I giovani Emile e Victor creano i modelli e i disegni da fornire ai formatori e agli atelier di decorazione. I temi sono spesso ripresi dalle incisioni di Jacques Callot (Nancy 1592-1635) e le figure del grande incisore lorenese sono rappresentate al centro dei piatti, con la tipica bordura delle faiences dell'Est della Francia.

Si decorano centri tavola dalle forme barocche secondo la tradizione germanica, cache-pot, corpi di lampade, vasi e piatti con emblemi araldici o con temi ripresi dai pittori paesaggistici olandesi del XVII secolo. Questi ultimi ispirarono le famose ceramiche di Delft, con il blu a tuttocampo; altre volte i decori si rifanno alle favole di La Fontaine. Il maestro riporta in auge i famosi leoni porta torciere e le parure da camino con l'orologio inserito, che sono modelli del XVIII secolo della Saint-Clement, rivisitandoli nei decori con nuovi motivi arabescati e fantasie cromatiche.

Emile Gallé. Vide-poches, decoro di coleotteri. 1890, H. 11 cm, L 18 cm

Nelle invenzioni di forme, in rapporto costante con la loro funzione, troviamo vasi dalla fattezza di draghi fantastici, boccali dalla struttura raffigurante musicanti grotteschi e brocche dalle forme di pappagallo. Tra le nuove creazioni si distinguono gatti, cani, conigli, galli, galline, anitre, gufi, cigni e pappagalli, animali particolarmente espressivi e in grandezza pressoché al naturale. I gatti prendono il nome dai loro colori, come famiglia gialla (i più comuni) o ancora famiglia bianca, nera, rossa, tigrata. Tutta questa produzione è spesso decorata con cuori o con chiazze di colore, fino ai sorprendenti chats habillés enmarquise (i più costosi e ricercati dai collezionisti). Questi gatti portano un abito a decoro di bouquets di fiori policromi, oppure a bande con fiori selvaggi, talvolta una mantiglia nera sul capo e un medaglione al collo con dipinto un cane. Gli occhi, come per tutti gli animali, sono in vetro.

I cani sono rappresentati dai Carlini e dal Levrini con una decorazione che talvolta è uguale a quella dei gatti, talaltra si rifà unicamente al manto naturale; così i volatili, interpretati sia da un bel piumaggio sia da un decoro fantastico. I conigli d'altra parte sono perlopiù bianchi o verdi-azzurro, oppure dipinti con piccoli fiori sparsi, con un nastro bluette al collo e, come i gufi i galli e le galline, poggiano su una base decorata con verdure o vegetali.

Tra le innovazioni di Gallé vi sono tutta una serie di oggetti, soprammobili o da vetrina, vasi, coppe, calamai e vide-poches, e anche servizi da tavola che sin dal 1889, all'Esposizione Universale di Parigi, manifestano un nuovo stile L'Art Nouveau.

Gallé vi espone duecento esemplari dalle simboliche immagini: in alcuni sono riportate citazioni letterarie, in altri si trovano composizioni di gusto giapponese che prendono spunto da stampe di quel Paese o evocano le ceramiche Imari e Satzuma. Inoltre nei decori compaiono fiori, coccinelle, api, cavallette, farfalle e libellule. Per altri esemplari il valore estetico è rappresentato dalla ricchezza inventiva: l'insetto diventa pretesto per forma e decoro, essendo intenzione del maestro evitare oggetti consueti o privi d'ispirazione, per dare loro invece un aspetto di individualità.

 

Emile Gallé. Decoro a motivi japonais e medaglioni a paesaggi ripresi dalle incisioni Jacques Callot. 1889 H. 12,4 cm L. 15,2 cm

Osservazioni tecniche

Gallé al momento dell'Esposizione Universale afferma di aver perfezionato, dopo costose ricerche ...una pasta fine e densa, dura e leggera, bianca e molto sonora, che prende senza fare difetti lo smalto stannifero (a base di stagno). Nelle sue ricerche ottiene degli smalti adatti a sottili sfumature, e tali smalti fondenti sono utilizzati ad alte temperature. Realizza dei motivi in alto rilievo chiamati “barbotine” preparando il tutto prima della cottura, evitando così brutte sorprese. Le sue invetriature brillano anche per l'inclusione di lamine metalliche e le sue tecniche sono tra le più elaborate: impiega, ad esempio, l'acido fluoridrico in modo parziale per rendere opaca la materia in alcune zone, rendendola così più espressiva in rapporto ad altre parti dalla smaltatura brillante.

 

Le firme

Le firme Gallé sono molteplici e si trovano iscritte a smalto nei colori nero, blu di cobalto, violetto di manganese, rosso e bruno, ma se ne contano anche en creux, ossia incise sulla pasta.

Alcuni esempi:

S ' Clement con o senza Déposé;

Gallé Nancy, con o senza Déposé;

E. Gallé Nancy;

E. Gallé Nancy EG Déposé;

E  G Nancy con o senza Déposé;

E  G; E. Gallé Fayenceries Nancy;

Emile Gallé fec. 1880;

E. Gallé.

 

Le firme si trovano sotto la base dell'oggetto, raramente piazzate nel decoro, mentre per gli animali quasi sempre si trovano sotto una zampa o dietro la testa.

 

 

 

Franco Borga - Febbraio 1998

 

 

 

Vai a Home