Gallé, un santuario in Giappone

Gallé. Vaso gourde a corpo sferico in vetro triplo, anse applicate a caldo. Decoro acquatico e grande libellula, insetto privilegiato da Gallé. Epoca 1904-5, H. 20,5 cm.

II santuario dedicato a Emile Gallé è situato a Omyha nei pressi di Tokyo, già famoso paese per i bonsai. Il suo fondatore è l’industriale nipponico che di nome fa Kitazawa, e dà la denominazione a questo Museo, luogo di primaria importanza per l’arte vetraria.

 
Questo innamorato dell'arte del maestro di Nancy, ma che ha raccolto anche opere di altri verriers, li ha fatti collocare su tre siti, il primo, il più grande, conta oltre 700 vasi, il secondo più di 300 lampade, ed il terzo è dedicato al maestro René Lalique con 150 sue opere.

La sua favolosa collezione ha inizio negli anni '70, nel momento in cui i molti piccoli e grandi collezionisti giapponesi giungevano non solo a Parigi, ma in tutta la Francia, alla ricerca di quei vetri tanto amati, un periodo di gran mole durato più di vent'anni.

A consigliare e a suggerire a Monsieur Kitazawa, è stato I'esperto di fama mondiale Felix Marcilhac.


 

Gallé. Vaso "soufflé" decoro di elefanti. Epoca 1920, H. 39 cm.

Facendo un passo indietro, I'Art Nouveau, in particolare la vetreria, dopo anni d'oblio, parallelo ad altre discipline, riprende vigore, dopa la prestigiosa asta parigina, nel 1954, della collezione di Re Farouk, con oltre 600 esemplari aggiudicati.

La raccolta Farouk, sapientemente messa insieme, con vetri dagli albori, 1885 e vicinanze, che si ripercuote tra arti figurative e arti decorative, una inversione al calar dell’impressionismo, aprendo la strada verso i misteri del Simbolismo.

Emile Gallé "Les Coprins". Lampada in vetro multistrato, base in ferro forgiato, consistente in tre funghi a rappresentare i tre stadi della vita. Creazione di ispirazione surrealistica, se ne contano quattro esemplari al mondo. Epoca 1902, H. 84 cm.

Una vera rivoluzione che I'Art Nouveau si fregia, spazzando via rifacimenti e polverosi ricordi che la precedono. I soggetti naturalistici, fiori, piante, acque, cieli, arie e animali, si introducono ovunque, influenzando la forma e il colore dei vasi. Compiono metamorfosi prodigiose, con I'aiuto della sensibilità dell'invenzione e della poesia.

Un mercato questo dei vetri d'arte, che per un certo tempo è stato quasi esclusivamente giapponese, poi rivenuto internazionale. Le cui quotazioni delle "Pieces artistiques"di Emile Gallé, non scenderanno mai, precisa Felix Marcilhac, al contrario tendono al rialzo.

Per i giapponesi anche influenzati dai colori, per un vetro identico Gallé blu e giallo, vale una volta e mezzo un Gallé rosso e giallo e due volte di più di un Gallé verde e bianco.

Certi vetri Gallé sono copiati e riprodotti in Francia e Romania ed anche in altri paesi dell'Est, si tratta di pezzi prodotti in serie che non ingannano I'occhio esercitato a vedere e riconoscere Ie opere vere di Gallé.


Emile Gallé. "Roses de France". Grande coppa, decoro in applicazione e inciso alla ruota. 1901, H. 32 cm.

Ma oggigiorno i falsari che replicano i vetri più apprezzarti dal mercato, lo dobbiamo a maestranze vietnamite e cinesi.

Nei vetri Gallé autentici, bellezza e natura inseparabili, creano armonie ora malinconiche ora gioiose, tanti i suoi imitatori, ma nessuno lo ha mai eguagliato

Giugno 1999 rivisto 2014

Franco Borga


Vai a Home