Dalì le meilleur surréaliste

S. Dalì. "La persistence de la mémoire", 1931, olio su tela. Dim. 24,1 x 33 cm.

Parigi, dal 21 novembre 2012 al 25 marzo 2013, il Centre Nationale d'Art et Culture Georges Pompidour (Beaubourg), ha allestito la grande retrospettiva Salvador Dali, curata da Jean-Hubert Martin, dopo quella famosa del 1979, a firma Pontus Hulten, che ebbe un record di frequenze per il celebre pittore catalano.

 

Entrare per vedere le oltre 200 opere, tra dipinti, sculture, disegni e film da visionare, realizzati con Luis Buñuel (il più celebrato Un chien andalou presentato a Parigi nel 1929) è un'impresa che necessita di tanta pazienza, poiché la coda d'attesa in qualunque orario è lunghissima, poiché non vi è Museo senza lunghe code.Parigi, città cosmopolita, è stata riconosciuta in passato la capitale mondiale dell'arte e ora sta riguadagnando questo prestigioso ruolo.

 

S. Dalì. "La Harpe Invisible", olio su tela, 1932 ca, dim. 23 x 17.5 cm

Salvador Dali, Figueras 11 maggio 1904, dipinge il suo primo quadro nel 1910, un paesaggio, ad appena 6 anni. A 18 anni, innamorato del sommo Raffaello, prende spunto da un suo autoritratto del 1506, adottando la stessa posa malinconica in due suoi eccellenti autoritratti del 1922. Dopo una breve fase cubista e qualche dipinto di nature morte, Dali subisce il fascino e la lezione Dechirichiana, non esente dall'influsso metafisico. Nel 1926, intraprende il suo primo viaggio a Parigi, con l'intento di conoscere Picasso, divenendone suo amico e rivale, poiché il compatriota, che, figura massima nel suo secolo, rimane icona irraggiungibile e mai eguagliato.

 

 

E' del 1929 l'incontro con Gala, che diventa inseparabile compagna di vita e amante, musa che lo ha ispirato ed ha partecipato alle sue fasi fondamentali per l'immaginario che l'artista ha espresso nelle sue opere. Da sublime disegnatore, con il suo linguaggio minuzioso e complesso, è glorificato fin dagli anni 30, per i suoi dipinti che raffigurano orologi molli, e inventando stravaganti oggetti e sculture, come il telefono con la cornetta a forma di aragosta. Con l'accusa di volgare esibizionista, il teorico André Breton lo caccia dalla cerchia dei surrealisti, tuttavia si afferma e diventa un artista di grande attualità che strugge le forme.

 

S. Dalì. "La tentation de saint Antoine". 1946 dim. 89,5 x 119,5 cm.

Personaggio stravagante ed esibizionista, del 1958 si ricorda una pittura realizzata a due, con la celebre danzatrice di flamenco, Michaela Flores Amaya, che, fatta danzare a ritmo di rumba con ai piedi pigmenti colorati, lasciava impronte su una tela distesa a terra. Nello stesso anno, Dali, dal panettiere, ordina un pane lungo 12 metri, che, alla sera, ha esibito portandolo alla conferenza tenuta al Teatro de l'Etoile. Nel 1965, per rendere omaggio alla cittadina di Perpignan, le intitola un dipinto "La gare di Perpignan, il centro del Mondo". L'esposizione di oggi, da tempo della scomparsa del maestro, avvenuta il 23 gennaio 1989, ci consente di entrare nell'universo simbolista-surreale di un artista mirabile, inconfutabile, per gli incontri e situazioni oniriche che l'inventore di immagini ci ha lasciato.

 

Franco Borga - Febbraio 2013

 

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